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mercoledì 30 ottobre 2013

Hands off my milk! Un manifesto per la liberazione delle mucche.

Ho sempre pensato che essere donna dovesse necessariamente comportare una sensibilità superiore. Forse si tratta di un'illusione romantica, ma ci ho sempre creduto fermamente; per questo quando vedo in una donna indifferenza e cinismo dove ci dovrebbero essere empatia e comprensione ci rimango ancora più male di come ci rimarrei per un uomo.
Preso atto del mio limite mi chiedo comunque come faccia un essere umano, in particolare una donna, a non provare alcuna vicinanza con uno degli animali più sfruttati e vessati che ci siano, la mucca. Le mucche, solo per produrre latte in continuazione, vengono continuamente ingravidate e private dei loro piccoli, ai quali è negato da subito il contatto e il latte materno, che deve invece servire a soddisfare le voglie di umani ormai cresciuti che del latte non hanno bisogno, se non quello delle loro madri.
Questo legame indissolubile che sento tra le mucche e le donne (e so già che qualcuno farà la battuta scontata "tutte le donne sono vacche", apice del linguaggio specista e maschilista) mi ha ispirata per la mia nuova grafica, che si rifà al poster "We can do it!" nato come strumento di propaganda aziendale durante la guerra (voleva spronare le donne a lavorare di più) ma divenuto poi un simbolo femminista, un invito alla lotta. Le mucche non possono lottare ma noi possiamo lottare per loro, così come abbiamo lottato e stiamo ancora lottando per liberare i nostri corpi dalla violenza, da quella più diretta e letterale a quella più subdola. 



























Cosa fare? Se siete già vegan, informate le persone che conoscete sulla crudeltà del latte. 
Se ancora non lo siete informatevi, guardate video, leggete libri e blog e passate dalla parte delle mucche (e di tutti gli altri animali!)
Potete scaricare il poster e usarlo a vostro piacimento se vi sembra utile.

Una notizia recente:
cittadini spaventati dai lamenti di dolore delle mucche:

Un po' di link:

Video

Con la grafica ho deciso di stampare poster, shopper e t-shirt.
Se siete interessati sono disponibili in pre-order ad un prezzo speciale.
Se non vi interessa fate comunque girare l'immagine e sopratutto visitate i link, informatevi, fate qualcosa per le mucche!

mercoledì 23 ottobre 2013

Vegfest London

Ho rimandato a scrivere questo post un po' per pigrizia (selezionare e ridimensionare le foto, diciamocelo, una palla) un po' perché ho il mal di Londra e vorrei essere ancora lì. Comunque ora mi sono decisa.
ATTENZIONE: LE SEGUENTI IMMAGINI VI FARANNO VENIRE UNA FAME BESTIALE.
Ok, vi ho avvertiti!
Iniziamo dal motivo per cui ero a Londra: già due anni fa ho partecipato con il mio stand al London Vegan Festival e volevo ripetere l'esperienza, approfittandone per fare una mini vacanza con Lorenzo.
Il festival non era lo stesso: diversa organizzazione, diverso nome, location molto più grande e più del doppio degli espositori, diecimila biglietti già venduti in prevendita, insomma per me che sono abituata ai piccoli eventi una cosa completamente nuova.
Dopo un viaggio della speranza con sveglia all'alba per andare ad Alghero, la mia paura di volare che si manifesta random, quattro valige pesantissime cariche di magliette, pullman, taxi e scarpinate arriviamo finalmente a Olympia per piazzare lo stand dalla sera prima e iniziamo a renderci conto di tutte le cose che ci siamo dimenticati. Momenti di sconforto e autocommiserazione, io che mi faccio prendere dai miei 10 minuti di pessimismo cosmico e metto in discussione tutta la mia esistenza, il mio lavoro, la mia persona eccetera eccetera; pensiamo di girovagare per comprare le cose dimenticate, che ci sembrano indispensabili, ma poi mentre camminiamo ritorno in me, mi ricordo che sono a Londra, decreto che se ce le siamo dimenticate non erano cose indispensabili (e sarà esattamente così) e decido di andarmene allegramente in giro rimandando al giorno dopo l'allestimento.
Camminando per Kensington High Street ci imbattiamo in Whole Foods, l'enorme supermercato biologico dai prezzi in molti casi proibitivi, fornito di qualsiasi bontà vegetale (e ahimè animale) biologica vi venga in mente. Decidiamo, visto che si è fatta quasi ora di cena, di andare verso Soho per mangiare qualcosa. Prima passeggiamo un po' e quando le gambe cominciano a cedere (siamo pur sempre in piedi dalle 5) interroghiamo Vegman (un'applicazione che dovrebbe indicarti il ristorante vegan, vegetariano o veg-friendly più vicino a te). Evidentemente però non è aggiornato, infatti ci manda al Vantra, in cui ero stata con Patrizia nel 2011, che risulta essere chiuso (stanno proprio buttando giù il palazzo). Accanto c'è il Govinda ma decidiamo di continuare a camminare e di dirigerci al Vitao, in cui non ero riuscita a mangiare l'altra volta. Lo troviamo strapieno e ormai distrutti ripieghiamo sul primo posto che ci capita davanti, Hummus Brothers.

Ci avevo già mangiato prima, mi ricapita la stessa cosa dell'altra volta (chiedo i felafel senza salsa allo yogurt e me li portano con, per poi sostituirmi gentilmente il piatto). La cameriera è italiana e si scusa in mille modi, ci rimarrà impressa perché molto gentile. Mangiamo felafel e hummus con pita, un patè di melanzane piccante con tahini, il tutto accompagnato da limonata e succhi freschi.
La voglia di girare ancora per Londra ci sarebbe, le forze no, anche perché le dovevamo conservare per il festival. Torniamo in hotel e ce ne andiamo a nanna.
Il giorno dopo sveglia presto, camminata piacevole perché senza bagagli, allestimento dello stand che pareva infinito (non so più quante volte avrò cambiato la disposizione di ogni cosa) e, finalmente, apertura al pubblico!


Due giorni intensi di mal di piedi per lo stare in piedi, mal di testa per lo sforzo di parlare e pensare in inglese, incontri interessanti, nuovi clienti, visite di tantissimi italiani tra cui anche una ragazza sarda.
Le t-shirt sono piaciute molto, specialmente eat different, mangeresti il tuo cane/gatto (in versione inglese per l'occasione) e vegan family (in assoluto quella che ho venduto di più) e moltissimi le hanno fotografate. Considerando la presenza di tantissimi altri stand di abbigliamento e t-shirt sono stata molto soddisfatta delle vendite, ma non è stato tutto rose e fiori! Come succede anche in Italia, non è automatico che chi è vegano o vegetariano sia anche attento ai temi ambientali e del lavoro, quindi è capitato anche qui che ci si lamentasse del prezzo troppo alto nonostante i miei prodotti siano tutti equosolidali e biologici, quindi di qualità decisamente superiore rispetto alle t-shirt vendute a 10 o 15 euro fatte di poliestere e senza nessun controllo sul benessere dei lavoratori. Ci sono state però tante persone che hanno capito il valore aggiunto, oltre alla bellezza o meno del messaggio e del design, il che mi ha fatto molto piacere.
Moltissimi poi erano lì solo per mangiare (solo con gli assaggi ci si poteva tranquillamente saziare) e hanno preso le nostre cartoline e i nostri biglietti da visita e abbiamo preso molti contatti tra cui quello di un negozio di cui vi parlerò dopo.
Sotto vedete qualche immagine del mio stand e di alcuni clienti che si sono fatti fotografare o mi hanno inviato le foto in seguito.



































Ora però passiamo alla parte dolorosa, quella in cui vi faccio venire fame e voglia di andare al Vegfest (che si ripeterà a Bristol, Brighton e Londra nel 2014). Come vi ho anticipato c'erano assaggi di qualsiasi tipodagli affettati, i formaggi e le salsicce vegetali passando per le barrette crudiste, i frullati dimostrativi di Omniblend (frullatore per miliardari in stile Vitamix), il muscolo di grano, il latte di cocco o di canapa, il cioccolato. Qualsiasi cosa insomma.
E per chi, come noi, non si sazia con un assaggio o ha poco tempo per girare tra gli altri stand, era reperibile qualsiasi tipo di pasto, dal panino al sushi passando per il crudismo. Il primo giorno siamo andati di rotolo con felafel (evidentemente i ceci del giorno prima non erano abbastanza) veramente buono e merenda a base di biscotti e cupcakes di Ms Cupcakes, che però si sono rivelati troppo dolci persino per due cicciovegani come noi. Buonissimo il biscotto, ma l'interno decisamente stucchevole al limite del mal di denti, così come il cupcake. La sera a cena, veramente stanchi, ci fermiamo in un negozietto pachistano e compriamo pane e mostarda con cui ci faremo il panino direttamente in hotel con i salamini vegani comprati al fest.
Il giorno dopo a colazione ripiegheremo su torta e muffin di Heavenly Cake, decisamente più mangiabili, anzi proprio buone, accompagnate con latte di cocco. A pranzo altro panino fai da te con altre prelibatezze comprate negli stand al volo. Poco tempo per fare file e per mangiare in generale, tanto che ci perdiamo uno dei must di cui parleranno tutti alla fine del festival, cioè gli hotdog di The Mighty Fork!
Prometto solennemente di tornare a Londra solo per mangiarne uno.
Un'altra cosa che ci stavamo per perdere, fortunatamente salvati da Annalisa e Roberto, i nostri vicini di casa vegan di Olbia, anche loro a Londra in quei giorni, che ce ne hanno gentilmente portata una.
Erano delle magnifiche (e davvero squisite) paste vegane, di cui vi incollo una foto non mia ma di un altro blog, proprio perché a noi erano completamente sfuggite. A quanto pare lo stand si chiamava JP Turner e si trattava di un pasticcere tradizionale che si cimentava nella pasticceria vegana, riuscendoci in pieno. Potete trovare le sue bontà anche da Vegan Cross a King's Cross.
La cosa che non avrei voluto mangiare: la pila gigante di patate fritte, denominata twisted potato, veramente fritta male, tutta molliccia, che infatti dopo un po' ho buttato via.
JP Turner Vegan Cream Cakes are Dairy-Free and Egg-Free









E ora un po' di Italian Pride: erano tantissimi (non sono riuscita a fotografarli tutti) gli stand italiani al fest.
Nella foto vedete: Orzo cofee, che propone un'ottima alternativa al caffè esportando il tradizionale caffè d'orzo non conosciuto all'estero, la magnifica Carolina di Cammina leggero con le sue bellissime scarpe, Muscolo di Grano con un mastodontico arrosto, GreenLife con la moda ecologica made in Italy, Io al mio stand con Annalisa e Annalisa e Nefer che si fanno massaggiare in uno degli stand.

La sera, stanchi ma motivati e ancora affamati, cercheremo di andare al 222 Veggie Vegan con Roberto, Annalisa e Nefer. Dopo aver camminato bestemmiando per parecchi chilometri lo troviamo aperto, ma è solo un abbaglio: dentro ci sono solo i dipendenti, la cucina è chiusa. Momento Carramba in cui incontriamo un ragazzo che ha lavorato tutto il giorno allo stand 
di Wheaty e ora lavora lì. Ci dirigiamo di nuovo verso Soho, è un'orario inconcepibile per gli inglesi e infatti e quasi tutto chiuso. Di culo becchiamo il Maoz aperto, a conferma del fatto che i ceci salveranno il mondo. Give peas a chance, come recita il geniale slogan di Hummus Bros. 
Pita strapiena di felafel, salse e verdure, dopo la faticaccia del giorno e della sera ci sta.
Prendiamo un taxi, salutiamo gli amici che purtroppo andranno via la mattina dopo e ce ne andiamo allegramente a dormire, liberi dal fest e con due giorni liberi per fare i turisti.

Camminate a Kensington Gardens e Hyde Park, foto ai volatili, scarpinata per arrivare alla Tate Modern trovandola chiusa, perdersi perché Lorenzo ha preso il treno e io sono rimasta chiusa fuori. Non ci siamo fatti mancare nulla, insomma, comprese le immancabili mangiate vegane.
1. Colazione da Whole Foods con cappuccino di soia, succhi di frutta, barrette al cioccolato e uvette, biscotti allo zenzero, cheesecake crudista di Saf (il ristorante al primo piano di Wholefoods del quale trovate molti dolci nel banco frigo). Tutto buonissimo, specialmente la cheesecake.

2. Dopo essere andati in giro tutto il giorno, supportati dall'energia della colazione abbondante, abbiamo iniziato a sentire fame verso le 16 e ci siamo ritrovati per caso davanti al Mildred's, senza sapere che sarebbe stato il pranzo migliore di tutta la vacanza. Lorenzo si sentiva salutista ed ha optato per un'insalata detox con tofu e germogli accompagnata però da birra biologica (a detta sua molto buona). Io mi sentivo il solito pozzo senza fondo e ho optato per una specie di torta salata (ale pie) con dentro porcini e funghi misti, con contorno di patate dolci fritte e purè di piselli. Veramente eccezionale, porzione enorme. Contando che ci avevano già portato del pane molto buono che avevo divorato intingendolo nell'olio e nell'aceto balsamico potevo anche dire basta, ma che fai ti privi del dolce? Lorenzo, sempre più salutista, dice di no anche al dolce, mentre io vado con una tarte tatin alle pesche con gelato alla vaniglia. Ci metteranno mezzora a portarmela, tanto che stavamo per andare via (stranissimo perché per il resto il servizio era molto veloce), ma ne varrà davvero la pena. Sbavo ancora al pensiero.

Visto che avevamo finito di pranzare alle 5 non ci sembrava il caso di mangiare a cena perciò dopo il buco nell'acqua alla tate e aver camminato diversi chilometri lungo il fiume fino a London Bridge e di nuovo da Kensington fino all'Hotel decidiamo di fermarci da Tesco e comprare qualcosa per gli attacchi di fame notturni: pane, felafel (amore, ti sei accorto che oggi non abbiamo mangiato ceci?), insalate, schifezze varie.
La mattina ripartiamo alla grande da Portobello, facendo colazione da The Grain Shop: grande varietà di dolci e salati vegan tra cui ottime torte e biscotti. Ne prendiamo una al cocco e datteri e una ai frutti di bosco più biscotti, tutto davvero buono e genuino.



























Dopo il tour di Portobello e dopo aver comprato un bellissimo vestito che si romperà poco dopo, ennesimo indizio del fatto che chi risparmia spreca, ci siamo diretti verso Camden con una missione oltre a quella turistica: visitare the Third Estate, un negozio di abbigliamento e scarpe esclusivamente  vegan, fairtrade, bio e ecologico, quindi adattissimo per ospitare le mie magliette. Con la mia valigetta a seguito ho mostrato la mercanzia ai gentilissimi e giovanissimi proprietari, che come me e Lorenzo pensano che sia perfettamente inutile e senza senso stampare un messaggio vegan su una maglietta che sfrutta i lavoratori e inquina. Risultato dell'operazione: venderanno presto le mie magliette, quindi se vivete a Londra e siete interessati fateci un salto! Nel negozio troviamo anche uno splendido vestito in cotone bio e delle ballerine vegetarian shoes per me e una cintura vegan per Lorenzo. Ce ne andiamo soddisfatti e ci mettiamo alla ricerca di un pasto, che consumeremo al Loving Hut di Camden: antipasto di ravioli alle verdure, hamburger di finto pollo per me e di finto pesce (impressionante la somiglianza di sapore e consistenza) per Lorenzo, accompagnati da porzioni gargantuesche di patatine fritte e insalata. Tutto squisito. Finiamo con un gelato abbastanza buono. 
Prima di andare via un ragazzo molto simpatico dello staff ci fa i complimenti per le magliette. Avendo la valigia con me gliene mostro un po' e alla fine compra quella del cane e mette i miei bigliettinda visita sul bancone!
Ormai è quasi sera e torniamo esausti verso Kensington dove ci fermiamo a prendere qualche regalino e a farci un'insalata da Wholefoods (con dentro ovviamente mestolate di hummus) da consumare in hotel. Abbiamo la sveglia a dir poco presto, le due del mattino, per poter prendere un autobus per Stansted alle 3. La stanchezza mi gioca brutti scherzi: prima porto dietro le chiavi dell'hotel, che affiderò al tassista, poi non trovo più il mio biglietto. Attimi di panico. Alla fine tutto ok. Si parte e si torna a casa, dove Bia ci aspetta felice, anche se era stata accudita alla grande da una nostra amica e dai miei genitori. Mia madre ormai le cucina qualcosa ogni giorno, estasiata dalla sua passione per il vegetali!
Ora basta fiere per un po', mi sto concentrando sulle nuove felpe e i nuovi prodotti che saranno ordinabili tra poco! State in allerta! 
Vi è venuta fame? 






mercoledì 12 giugno 2013

Ora si fa sul serio!

Come forse saprete (come sono presuntuosa, magari non mi cagate mai e non lo sapete affatto) venerdì scorso ho finalmente inaugurato il mio piccolo laboratorio, tanto atteso e tanto sofferto (lotte contro il tempo e la burocrazia). L'ho sistemato e arredato tutto da sola, con il prezioso aiuto di mio padre che ormai ha un futuro come pittore e assemblatore di mobili, e credo che rispecchi appieno il mio spirito scemo, kitsch, naif, lo-fi, a cominciare dalla vetrina che ritrae la famiglia al completo! 

Mi dispiace non potervi mostrare le foto del ricco buffet vegan (cucinato da me, la mia inseparabile amica Mara e mia madre) perché il fotografo distratto si è dimenticato di immortalarlo. Le uniche foto sono quelle della bellissima torta col mio logo fatta da mia zia e della crostata alla crema di nocciole fatta da me (ricetta di Vegan Riot, ho solo sostituito la crema di marroni con quella di nocciole). 
Il menù comprendeva:
Hummus
Salsa non tonnata
maionese vegan
Babaganoush
Felafel
Polpette di melanzane
Insalata di bulgur con ratatouille
Tramezzini 
Salatini con wurstel vegan autoprodotti
Salatini agli spinaci
Zucchine e pomodori ripieni
Salsa Tahini
Pizze con mozzarella vegan 
Pizze alle verdure
Insalata con soia, patate, pomodori e maionese
Crostata alla crema di nocciole
Cupcakes allo zenzero ricoperti di pasta di zucchero
Torta alle noci ricoperta di pasta di zucchero
Dolcetti alla crema con frutta e gelatina vegan

Le foto dei partecipanti però ci sono, colgo l'occasione per ringraziare tutti quelli che hanno voluto condividere questo bel momento con me!




Ma ora passiamo alle novità! Sto stampando tantissime cose nuove, che man mano condividerò e che saranno presto disponibili sul sito: magliette (presto anche per bimbi!), borse, spille, tazze, piatti, grembiuli.
Sto iniziando anche i primi lavori su commissione, in particolare sto per stampare le bellissime borse e magliette de La voce degli animali e sono orgogliosa di contribuire a questa buonissima causa. Il lavoro manuale mi sta facendo molto bene, alla mente e al corpo, sono molto più serena e per la prima volta in tanto tempo dormo come un bambino perché sono stanca fisicamente. La mattina mi sveglio felice di dover riprendere il lavoro e ho tirato fuori i miei bentobox in modo da rimanere tutto il giorno in laboratorio!



































Altra novità: ho deciso di ampliare un po' la gamma dei prodotti vendendo anche cose di altri sempre a tema vegan, per ora ho iniziato coi libri di Vegan Riot (per ora in lab e tra poco anche sul sito) e presto arriveranno anche i saponi e le candele naturali di Mimi!
L'unica nota dolente è la lontananza con Lorenzo e con Bia, infatti li ho riprodotti sulla vetrina e ho tappezzato l'ufficio di foto loro e dei miei nipotini proprio per questo! Nella foto sotto potete anche vedere il bellissimo zerbino a tema che mi ha regalato mia madre.

































Che dire? Mi trovate tutti giorni in Via Pescara 11 a Olbia e come sempre online e in giro per le fiere e i mercatini. Stay tuned!

lunedì 3 giugno 2013

Ci siamo quasi!

Il giorno di apertura del laboratorio si avvicina!
L'attesa è stata interminabile, quasi 2 anni ad attendere i finanziamenti. Nel frattempo ho un po' rivoluzionato la mia vita: ho lasciato la Toscana che mi aveva accolta per quasi 4 anni e sono tornata in Sardegna.
I sentimenti sono contrastanti, da una parte sono felice di realizzare il mio progetto, di stare vicina alla famiglia e al mare, dall'altra c'è tanta nostalgia, sopratutto perché il marito è dovuto restare a Livorno per lavoro, con canetta al seguito (ma sono sicura che lavorando sodo riuscirò a portare qui anche loro!).
La bella notizia è che finalmente ho uno spazio tutto mio dove poter lavorare, creare, tenere i contatti con i clienti, organizzare pacchi e spedizioni, esporre le mie creazioni e sopratutto ho imparato e sto imparando a serigrafare! Visto che ho le macchine eseguirò anche lavori conto terzi, sempre usando inchiostri atossici ed eco-friendly.
Lo shop è in continuo aggiornamento e già ci sono le prime novità, presto troverete anche t-shirt per bambini e tantissimi nuovi modelli e disegni. L'inaugurazione è prevista per venerdì 7 giugno alle 19:00, se vi trovate a Olbia e dintorni potete trovarmi in via Pescara 11.


































martedì 19 marzo 2013

Il mio laboratorio

Insomma ci siamo quasi: il mio laboratorio di serigrafia sta prendendo forma e presto sarò operativa! 
Non vedo l'ora di cominciare a sperimentare, a creare nuove cose; finalmente mi sporcherò le mani (nel vero senso della parola) e potrò stampare autonomamente le nuove collezioni. 
La parte di laboratorio è ancora vuota, in attesa della giostra serigrafica e di altri utensili in arrivo questa settimana, ma nel frattempo ho iniziato a lavorare sulla parte ufficio, addobbandola un po' (con i miei soliti ottocento colori). Ecco qualche particolare.

martedì 5 marzo 2013

Disegnino e novità

Finalmente ci siamo, in un mese dovrei essere pronta col laboratorio e iniziare a produrre la nuova collezione.
Nel frattempo beccatevi questo disegnino scemo, ispirato a New Girl.
Si, lo ammetto, sono ancora una ragazzina idiota che guarda le serie tv per vedere come vanno a finire le tresche tra i personaggi!

giovedì 3 gennaio 2013

Anno nuovo vita nuova!

Chiaralascura avrà presto un nuovo laboratorio di serigrafia! Potrò sbizzarrirmi a stampare nuovi disegni su t-shirt, shopper, grembiuli, vestiti, spille, tazze, piatti, cappelli, borse, poster e qualsiasi cosa mi venga in mente!
Per questo da oggi inizio a svendere tutte le rimanenze di magazzino. Aiutatemi a svuotare tutto, è conveniente!
http://chiaralascura.it/it/riduzione-prezzi

venerdì 30 novembre 2012

Regali cruelty free e handmade.

Le feste sono una palla, specialmente se non sei credente e sei vegan, ma di questo abbiamo già parlato.
C'è crisi, non abbiamo una lira, e di questo ne parlano tutti, non c'è bisogno di mettere il dito nella piaga.
Volete comunque fare dei piccoli regali per le feste? Volete spendere poco ma regalare qualcosa di etico, unico, di buona qualità, utile ed esteticamente appagante? Scegliete regali cruelty free, produzioni indipendenti e piccoli oggetti fatti a mano. Ecco i regali che farò io:
1-2-3: I miei nuovi poster incorniciati (li trovate su www.chiaralascura.it), specialmente quello natalizio!
4: I saponi e le candele di Mimi strega, 100% vegetali, assolutamente cruelty free, belli, profumati, nutrienti.
5: Biscotti fatti da me, con una bella confezione magari disegnata a mano.
6: Il libro di Vegan Riot, da regalare agli amici onnivori per prenderli per la gola, a quelli vegan perché li farete felici, alla mamma o la zia che non sanno mai cosa cucinarvi.
7: Vegan Pie in the sky, Vegan Cupcakes take over the world e Vegan Cookies invade your cookie jar, una trilogia per aspiranti cicciovegani.

Altri consigli handmade/vegan/crueltyfree:
t.shirt, vestiti, felpe e tazze dal mio shop
Disabitando
Martafrida
Veroconcreta
Petit pois Rose
Saletta Team
Pirata Lab
Clarissa

Dimenticavo: sul mio negozio trovate prezzi ribassati su molti articoli per tutto il periodo natalizio, spedizione gratis a partire da una spesa di 50 euro e sorprese in ogni pacchetto!


















domenica 25 novembre 2012

Nuova grafica e nuova vita (non sono incinta).

Sembra che le cose stiano girando per il verso giusto!
Ho una grossissima novità (di quelle che ti cambiano la vita) in arrivo ma mi piace andare con i piedi di piombo anche quando ci sarebbe da gioire, quindi aspetterò a dirvela.
Per ora condivido con voi la mia nuova creazione, che presto sarà disponibile su magliette e shopper, e vi ricordo che le felpe col gatto siamese sono di nuovo disponibili sul sito www.chiaralascura.it

lunedì 12 novembre 2012

Ristampiamo insieme le felpe siamesi!


Iniziano i primi freddi e su facebook e via mail molti mi chiedono quando ristamperò le felpe coi gatti siamesi.
Coi tempi che corrono (solo loro, perché gli affari invece non corrono per niente) mi trovo sempre a dover rispondere "spero presto", però mi è venuta un'idea per non farvi più aspettare: come avevamo già fatto per la maglietta anti-pelliccia, ho messo a disposizione le felpe in pre-oder. voi ordinate (a un prezzo speciale), io ho la possibilità di ristampare e nel giro di un mese i prodotti sono pronti. Che ne dite? Le felpe saranno solo 50, di cui 35 da donna e (novità) 15 da uomo (pochine così vediamo se funzionano), sempre in cotone bio ceertificato fairwear, goats e a zero emissioni di c02, stampato con colori ad acqua senza pvc e ftalati.
Spero di realizzare presto altri design col vostro aiuto.
Tutte le novità le trovate sempre sul sito www.chiaralascura.it
A presto!

lunedì 8 ottobre 2012

Let's celebrate!





















Sono passati ben due anni da quando ho deciso, dopo essermi licenziata da un lavoro che mi stava
letteralmente mandando fuori di testa, di chiudere il negozio online su Zazzle (dove ho avevo iniziato da circa 6 mesi a caricare e vendere i miei disegnini stampati su vari gadget) ed aprirne uno tutto mio. Due anni di gioie, soddisfazioni immense (come il sostegno e l'affetto ricevuti da tutti voi per il mio progetto Eppela), alti e bassi, dolori, preoccupazioni, malumori, blocchi creativi e impennate di entusiasmo.
Moltissimi mi scrivono per chiedermi come ho fatto e a me viene un po' da sorridere e rispondere "fatto cosa?". Si perché da farsi conoscere a viverci il passo è ancora lungo. l'Italia, lo sappiamo, non è un paese per giovani: non appena uno tenta di fare qualcosa viene riportato con i piedi per terra dai burocrati e sommerso da un mare di tasse e contributi. Col senno di poi non aprirei la partita iva, proverei prima a vendere un paio d'anni su Etsy o Blomming, come attività non prevalente, investendo i guadagni in nuovi prodotti anziché regalarli allo stato...ma ormai è fatta e, nonostante tutto, sono ancora qui, sono sopravvissuta, e allora festeggiamo no? Il regalo, però, ve lo faccio io, per ringraziarvi di aver creduto in questa magliettara vegana: una settimana di spedizioni gratuite in Italia e Europa su tutti i prodotti del mio sito
www.chiaralascura.it
Spero troviate qualcosa di vostro gradimento, mi dispiace di non potervi annunciare che ci sono delle novità nel catalogo, ma posso assicurarvi che ci saranno presto: se tutto andrà bene (incrociamo tutte le dita per scongiurare eventuali gufate e ricadute di sfiga acuta) , grazie a un finanziamento regionale, presto avrò un nuovo laboratorio nella mia amata Sardegna, dove potrò stampare non solo sulle t-shirt ma su qualsiasi tipo di supporto (tessuti, piatti, bicchieri, tazze, spille, cuscini, vestiti, cappelli). Ma sono pronta anche al peggio:
niente finanziamento non significa niente laboratorio ma solo che la strada per raggiungerlo sarà più lunga e tortuosa: magari ci sarà un nuovo progetto di crowdfunding oppure qualche altra idea salterà fuori!
Vi lascio con una foto carinissima dei miei due amici Lupi&Mipi che oggi si sono "uniti civilmente" (non è un matrimonio, ma il riso sulla capoccia se lo sono beccati uguale). Insomma oggi c'è tanto da festeggiare! Auguri!


mercoledì 18 luglio 2012

Previously on Chiaralascura+Io non mi arrendo facilmente.

Ogni tanto perdo di vista il blog, un po' per pigrizia, un po' per colpa del lavoro (ultimamente i lavori come freelancer non mi mancano), un po' per le logoranti (ma piene di soddisfazioni) maratone culinarie di Veganzo che da un paio di mesi non si fermano più (alle quali si è aggiunta poi la nuova avventura dolciaria Bake or Die, un piccolo esperimento di pasticceria vegan casalinga di cui vi parlerò poi). Che cosa ho fatto da Aprile a oggi?
La mamma alla mia viziatissima, prepotente, mordace e possessiva canetta, le nuove magliette anti pelliccia, mercatini come se piovessero, iniziative veganze benefit, baratti a go go su zerorelativo, animazioni video, lavori di grafica, una piccola capatina in Sardegna dai miei genitori, purtroppo in una settimana di brutto tempo, la mia prima marmellata fatta in casa (con susine barattate con una mia vicina in cambio dei miei biscotti), vari tentativi falliti di autoproduzione di tempeh, estenuanti tentativi di ottenere un prestito a fondo perduto con relativi inciampi in una burocrazia che ammazza qualsiasi entusiasmo e mi ha quasi fatto venire la voglia di arrendermi. Ero, e ancora in parte sono, molto demoralizzata e sul punto di mollare anche per le troppe tasse che si portano via i miei pochi guadagni.
Ma non lo farò! Finora tutto quello che ho fatto l'ho fatto reggendomi sulle mie gambe (sono belle robuste, per usare un eufemismo) e contando sull'aiuto di chi ha creduto in me e si è appassionato al progetto. Sto pensando di lanciare una nuova campagna di crowdfunding a breve (come quella di Eppela di un anno fa, per intenderci), per produrre nuove cose senza mettermi nelle mani di banche, affidandomi a persone come me, facendo partire le cose dal basso, coinvolgendo le persone in quello che faccio. Voi che ne pensate?
Vi lascio con una gallery dei momenti migliori di questa primavera-estate. A presto!


Il mio banchetto alla Sagra del Seitan.                        Bia fa amicizia alla Sagra del Seitan

Mercatino equosolidale a Livorno                            Nuove shopper

Questa o quella? Ma si prendiamole tutte e due!           Nuove t-shirt

Una foto in cui (incredibilmente) mi piaccio fatta da Mimi

Black berries cupcakes                                                Torta Margherita by Bake or die
 
Le mie nuove ballerine Camminaleggero                      I bellissimi e buonssimi Saponi della Strega
   
Frangetta again                                                           Bia supergirl
   
Susine barattate                                                          Marmellata al primo colpo
   
Buffet vegan a Volterra ("Animale a chi?")                   Antipasti per Ippoasi


    Momenti di delirio al benefit per Ippoasi                    Piatti spazzolati e facce felici al benefit di Ippoasi
         
I miei bellissimi nipotini americani appena arrivati qui in vacanza
 
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